| la pelle inganna... Nella vita, si ha solo la propria pelle... c'è un errore nelle relazioni umane perché uno non è mai ciò che ha... Ho una pelle d'angelo ma sono una iena, ho una pelle di coccodrillo ma sono un cucciolo, una pelle nera ma sono bianco, una pelle da donna ma sono un uomo; non ho mai la pelle di ciò che sono. Quasi un secolo fa Alexander von Humboldt osservava che la decorazione corporale non è per nulla inferiore all'arte dell'abbigliamento. Molti esempi di decorazioni e tatuaggi fanno, del resto, pensare a veri e propri indumenti e quanto più è vasta la superficie di pelle decorata, tanto più questa assomiglia ad un abito. Mentre il dolore e il sangue definiscono una linea di demarcazione profonda tra il prima ed il dopo, il tatuaggio, muta l'aspetto interiore ed esteriore di chi lo porta rendendolo un essere ibrido, fra innesti di pittura, fluidi corporali e desiderio di assumere le sembianze desiderate. Il corpo comunica con l'ambiente che lo circonda attraverso la voce dei gesti e dei simboli che esso stesso rappresenta. Non si accede, infatti, al mondo se non si percorre quello spazio che il corpo stesso dispiega intorno a sé, rapportando la vicinanza o la distanza delle cose rispetto alla propria forma. |